
VERA SOGNA IL MARE

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La fotografia è verità, e il cinema è verità ventiquattro volte al secondo.
(Jean-Luc Godard)




Un pittore pazzo muore suicida in un paese del ferrarese, dopo avere dipinto un affresco terribile, rappresentante il martirio di San Sebastiano tra due figure ghignanti. Gli interessati allo sviluppo turistico della località, considerando l'opera di Buono Legnani un'attrazione, decidono di restaurare l'affresco e fanno venire il concittadino Stefano, pittore mancato. Il giovane viene perseguitato da fatti strani e inquietanti, mentre l'amico Mazza, prima di scomparire con un finto suicidio, gli rivela una storia fantastica della quale non riesce a dargli i particolari. Prima di scoprire la verità e rischiare la propria vita, il restauratore assiste alla morte del sagrestano Livio, del tassinaro beone Coppola, dell'amante Francesca, una maestrina. Qualcuno sta immolando delle vittime alla memoria del pittore scomparso...
Regia: Pupi Avati
Attori: Lino Capolicchio, Francesca Marciano, Gianni Cavina, Giulio Pizzirani, Vanna Busoni, Andrea Matteuzzi, Bob Tonelli, Ferdinando Orlandi, Pietro Brambilla, Ines Ciaschetti, Eugene Walter, Flavia Giorgio, Carla Astolfi, Pina Borione, Arrigo Lucchini, Tonino Corazzari, Libero Grandi, Luciano Bianchi
Sceneggiatura: Pupi Avati, Antonio Avati, Maurizio Costanzo, Gianni Cavina
Fotografia: Pasquale Rachini
Montaggio: Giuseppe Baghdighian
Musiche: Amedeo Tommasi
Produzione: Gianni Minervini e Antonio Avati per A.M.A. FILM
Distribuzione: 20th Century Fox, Cat People Film e CG Entertainment (versione 4K del 2026)
Italia, 1976 - Durata: 110 min
Genere: Giallo, Horror

La casa dalle finestre che ridono è un film del 1976 diretto da Pupi Avati. Nel 2026, in occasione del suo 50°anniversario, la pellicola torna in sala con un evento speciale dal 13 luglio 2026. Nel 1979 ha vinto il premio della Critica al Festival du Film Fantastique di Parigi.
L'idea è venuta al regista da un episodio della sua infanzia: nel comune in cui viveva furono rinvenuti i resti di una donna all'interno della tomba di un prete e da lì nacque lo spauracchio del "prete donna" con cui la zia del regista lo terrorizzava da piccolo. Nei primi anni '70 una bozza della sceneggiatura era già pronta con il titolo La luce dell'ultimo piano.
Il ruolo di Francesca Marciano era stato scritto in origine per Mariangela Melato, ma quest'ultima era impegnata in altre produzione e non potè accettare la proposta di collaborare nuovamente con il regista. Le riprese si sono svolte nell'arco di cinque settimane, tra aprile e maggio 1976 in Emilia-Romagna, tra Comacchio e Minerbo.

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