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VERA SOGNA IL MARE

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La fotografia è verità, e il cinema è verità ventiquattro volte al secondo.
(Jean-Luc Godard)

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LA LUNA SOTT'ACQUA    CINEMA TEATRO DEI SERVI MASSA

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In sala  presente il regista Alessandro Negrini per incontrare il pubblico.

 

Evento in collaborazione con Associazione Alberto Benetti

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Il 9 ottobre 1963 una montagna franava nell'invaso della diga del Vajont in Friuli provocando un'onda d'acqua che travolgeva i paesi sottostanti causando 1917 morti. Questo documentario, la cui lavorazione copre l'arco di un decennio, affronta il ricordo di quella strage intrecciando diverse modalità di memoria, ivi compresa quella onirica.
 

Alessandro Negrini propone sullo schermo un'occasione di rilettura di quanto accadde sessant'anni fa, ricca di sensibilità e poesia ma anche di concretezza.

 

C’era una volta un paese condannato a sparire. Erto, aggrappato ai suoi miti e alla sua ostinazione, resiste ancora. 
Sopravvissuto al Vajont – il più grande disastro mai provocato dall’uomo in tempo di pace – porta incise le cicatrici di quella notte del 9 ottobre 1963, quando una frana colossale sollevò un’onda che cancellò quasi duemila vite e interi paesi.
Il disastro però non finì con l’acqua e le macerie: per sfruttare il bacino idroelettrico, Erto fu dichiarata inabitabile e i suoi abitanti sgomberati dall’esercito.
Ma un centinaio di ribelli, conoscendo i sentieri nascosti,
tornarono tra i boschi: lì trovarono la via per riabitare le loro case, guidati da quella Natura che, dimenticata dagli uomini, continuava a custodire il paese.
Il bosco, con il suo respiro millenario, è voce narrante di questa storia: racconta l’ostinazione degli ertani e il legame antico di un popolo, che affonda le radici nell’esilio dei galeotti sloveni deportati dalla Serenissima.
Da quella condanna nacque un inconscio collettivo, un sogno di comunità che ancora oggi dà senso al “noi”.
Girato in dieci anni, il film è un “docu-sogno” in cui mito e quotidianità, cicatrici e realismo magico, si intrecciano al canto della Natura, che restituisce speranza a ciò che sembrava perduto.

Regia Alessandro Negrini
Direttore della fotografia Odd Geir Sæther
Script Fabrizio Bozzetti e Alessandro Negrini
Scenografia, trucco, costumi Barbara Kapelj
Montaggio Beppe Leonetti
Suono Francesco Morosini
Musiche Andrea Gattico

Prodotto da Marta Zaccaron
Co-prodotto da Igor Pediček

 

Durata 99’
Lingua Italiano / Sloveno
Anno di produzione 2024
Paese d’origine Italia / Slovenia
Genere Documentario

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ALESSANDRO NEGRINI

 

Nato e cresciuto a Torino, vive in Irlanda del Nord dal 2001. Le sue opere sono una combinazione di documentario, narrativa e poesia. I suoi documentari sono stati premiati con numerosi riconoscimenti internazionali in festival di tutto il mondo. 

Negrini ha partecipato al Writer’s Lab tenuto da David Gothard, famoso regista teatrale d’avanguardia, ed è stato selezionato due volte per il prestigioso European Workshop SOURCES 2, con i tutor e script editor di fama internazionale David Wingate e Michael Seeber.

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