84065866d8e830bb3339990d2ba8226abd39d3c6

VERA SOGNA IL MARE

poster_brjpg.jpeg
c8203cb7669af8a0fab1f0d6216467d137b05af5

Apuania Cineservice srl

Piazza Duomo 14 - 55045 Pietrasanta (LU)

WEBMASTER

Circolo Palomar - Massa (MS) CF91005130454

 

 

 

La fotografia è verità, e il cinema è verità ventiquattro volte al secondo.
(Jean-Luc Godard)

spaziocinemaversilia@gmail.com

MASTROIANNI 100     CINEMA BORSALINO CAMAIORE

64c4ab7ff38135fcd79e454b96a8857a858d81ce

CINEMA BORSALINO CAMAIORE

542d1d048e3314cc00d584be28f658bca65aaf42
a52a0d4d277e9241664de9143f3cbd1f0b2afaf0

Il 28 settembre 1924 nasceva uno dei più grandi divi del cinema mondiale: Marcello Mastroianni. 

La Cineteca di Bologna, con il suo progetto Il Cinema Ritrovato. Al cinema, celebra i 100 anni di
Marcello Mastroianni portando  nelle sale italiane 7 film che ripercorrono una carriera con pochi eguali.

UNA GIORNATA PARTICOLARE

LUNEDI 11 novembre18.00
21.15

MARTEDI 12 novembre
18.00
21.15

  

(Italia/1977) di Ettore Scola (106’)

Soggetto e sceneggiatura: Ettore Scola, Ruggero Maccari

Fotografia: Pasqualino De Santis

Montaggio: Raimondo Crociani

Scenografia: Luciano Ricceri

Musiche: Armando Trovaioli

Interpreti: Sophia Loren (Antonietta Tiberi), Marcello Mastroianni (Gabriele), John Vernon (Emanuele), Françoise Berd (portinaia), Nicole Magny (figlia del cavaliere), Patrizia Basco (Romana), Tiziano De Persio (Arnaldo), Maurizio Di Paolantonio (Fabio), Antonio Garibaldi

(Littorio), Vittorio Guerrieri (Umberto)

Con Ettore Scola ho fatto sei o sette film. Mi piace Ettore. Ha humour, è intelligente, è tranchant, spesso; è simpatico. Con lui si può esprimere una piccola idea: se è valida, l’accetta. Insomma con Scola c’è un lavoro di collaborazione. In Una giornata particolare, mi ricordo, c’era una telefonata molto delicata che io, nel ruolo di un omosessuale, facevo evidentemente al mio amico. “Ettore”, gli dissi, “il pudore mi suggerisce di fare questa scena tutta di schiena. Vieni dietro la mia nuca, con la macchina da presa, perché le cose che dico non siano violente, non arrivino allo spettatore in maniera sgradevole”. Scola fu d’accordo. Ed è uno dei momenti più belli del film. Sempre in Una giornata particolare, Ettore mi chiese se ricordavo una canzone della mia adolescenza. Me ne ricordai una che sentivo a casa di mia zia, che aveva tre figlie, quando la domenica ballavamo: “Belle bimbe innamorate / Le arance comprate / Hanno un magico sapore / Un profumo d’amore”. È con questa musichetta che nel film mostro a Sophia Loren una certa danza. Per me, Una giornata particolare resta un esempio di cinema veramente straordinario, semplice, netto. Vogliamo osare? Un capolavoro.

Marcello Mastroianni

fa8c58073170fe8c12eac5e90dd9a3d5bdbc1bba

LA DOLCE VITA

LUNEDI 18 novembre18.00
21.15

MARTEDI 19 novembre
18.00
21.15

  

(Italia-Francia/1960) di Federico Fellini (180’)
Soggetto e sceneggiatura: Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Brunello Rondi, Pier Paolo Pasolini
Fotografia: Otello Martelli
Montaggio: Leo Catozzo
Scenografia: Piero Gherardi
Musiche: Nino Rota
Interpreti: Marcello Mastroianni (Marcello Rubini), Anita Ekberg (Sylvia), Anouk Aimée (Maddalena), Yvonne Furneaux (Emma), Magali Noël (Fanny), Alain Cuny (Steiner), Annibale Ninchi (padre di Marcello), Riccardo Garrone (Riccardo), Lex Barker (Robert), Jacques Sernas (divo)

La dolce vita fu una svolta importantissima nella mia carriera. Al ruolo arrivai nella maniera più convenzionale, più normale. Un famoso regista ti fa sapere che vuole vederti, Fellini in questo caso, tu vai a un appuntamento a Fregene perché quella è la sua spiaggia preferita, ecco, così… Io mi ci recai con l’avvocato, per darmi un po’ un tono, mi ero detto: “Hai visto mai che ’sto regista famoso…? E allora fammici andare con Ferrara, l’agente!”. Fellini, dandomi subito del tu, fece: “Ho piacere che sei venuto: ho pensato a te, sai, a me non importa la bravura di un attore, mi servirebbe la tua faccia qualunque. Anche se De Laurentiis vuole Paul Newman, a me non interessa, voglio un volto qualsiasi come il tuo”. Lì per lì rimasi molto imbarazzato perché, anche se sapevo benissimo di avere un volto come diceva lui, questa sua uscita era brutale. Allora, anche perché avevo l’avvocato Ferrara accanto chiesi: “Ma potrei leggere il copione prima di decidere?”. Lui
ribatté: “Sì, come no”, e chiamando Ennio Flaiano che stava sotto un ombrellone, gli disse di portarmelo. Dopo un minuto Flaiano arrivò con un mucchietto di fogli bianchi su cui non c’era scritta neppure una parola. Solo c’era un disegno fatto da Fellini che rappresentava il mare, le onde, dentro le quali nuotava un uomo con un fallo lunghissimo che arrivava fino al fondale, circondato da un gruppetto di sirene che danzavano. Io divenni rosso, verde, ero molto imbarazzato, ebbi la netta sensazione che Federico si fosse preso gioco di me, di questo attore che per giunta arrivava con l’agente e che, quindi, aveva proprio sbagliato sistema. Così per salvarmi dalla situazione, dissi: “Va bene, molto interessante, faccio il film”.
Marcello Mastroianni

324632c856e4a9982e97635aee98ea118913dead

DIVORZIO ALL'ITALIANA

LUNEDI 25 novembre18.00
21.15

MARTEDI 26 novembre
18.00
21.15


(Italia/1961) di Pietro Germi (105’)
Sceneggiatura: Ennio De Concini, Alfredo Giannetti, Pietro Germi
Fotografia: Leonida Barboni, Carlo Di Palma
Montaggio: Roberto Cinquini
Scenografia: Carlo Egidi
Musiche: Carlo Rustichelli
Interpreti: Marcello Mastroianni (‘Fefè’ Cefalù), Daniela Rocca (Rosalia), Stefania Sandrelli (Angela), Leopoldo Trieste (Carmelo Patanè), Odoardo Spadaro (don Gaetano Cefalù), Angela Cardile (Agnese Cefalù), Margherita Girelli (Sisina), Bianca Castagnetta (Matilde Cefalù), Lando Buzzanca (Rosario Mulè), Pietro Tordi (avvocato De Marzi)

Germi era molto bravo nella conduzione degli attori. Non parlava mai, ma quando era al dunque spiegava molto bene quello che voleva. Era un grosso, grosso regista, e non lo dico per fare il cantico alla sua memoria. Aggiungo, anzi, che magari ne avessimo avuti di registi come lui e ne avessimo ancora! Perché la sua prima, grande qualità era quella di non volere essere a tutti i costi l’artista, quello che dice sempre qualche cosa di nuovo, e di essere invece un serio realizzatore di storie comprensibili ai più. Che poi erano fatte da un professionista che conosceva molto bene il suo mestiere. Oggi un regista come lui sarebbe una salvezza per il nostro cinema. Senza volare, senza fare cinema di ricerca, Germi raccontava storie che mica erano uno scherzo, e spingeva duro perché, per esempio, Divorzio all’italiana fu un film molto preciso, quando qui di divorzio ancora non se ne parlava proprio. E fare un film in cui si dimostrava che da noi per divorziare uno poteva solo sopprimere la moglie non era tanto facile. Anche se è errato definirlo un’invenzione, il tic del barone Cefalù l’ho inventato io. La faccenda è andata così. Germi aveva dei problemi con le gengive, quindi storceva sempre la bocca per stuzzicarsele con le labbra e la lingua. I tic, come lo sbadiglio, sono contagiosi, e così un giorno mi sorpresi a fare la sua stessa mossa, tanto che lui si urtò e mi chiese se lo stavo prendendo in giro. Mi scusai, dissi che non ne avevo nessunissima intenzione, gli spiegai come avvenivano queste cose e aggiunsi anche che avevo pensato che questo barone magari poteva
avere una carie. E allora lui volle che lo rifacessi, e dopo me lo fece fare per tutto il film.
Marcello Mastroianni

f32831705768e62b80ccfaef5b091865253396df

8 1/2

LUNEDI 2  dicembre21.15
MARTEDI 3 dicembre
18.00
21.15


(Italia/1963) di Federico Fellini (138’)
Soggetto: Ennio Flaiano, Federico Fellini
Sceneggiatura: Tullio Pinelli, Brunello Rondi, Ennio Flaiano, Federico Fellini
Fotografia: Gianni Di Venanzo
Montaggio: Leo Catozzo
Scenografia: Piero Gherardi
Musiche: Nino Rota
Interpreti: Marcello Mastroianni (Guido Anselmi), Claudia Cardinale (Claudia), Anouk Aimée (Luisa Anselmi), Sandra Milo (Carla), Rossella Falk (Rossella), Barbara Steele (Gloria Morin), Guido Alberti (Pace), Jean Rougeul (Fabrizio Carini)

Federico voleva Laurence Olivier, ma non ha rinunciato a Olivier perché gli aveva chiesto il copione, come è stato detto a suo tempo, bensì perché si è accorto che Olivier era un attore troppo grande per
poterlo portare a quello che lui voleva, e anche troppo diverso da lui. Io gli somigliavo di più, cattolico, debole, antieroe. Per me 8½ è stato la chiarificazione di queste caratteristiche che c’erano nel mio privato ma che diventavano anche la cifra del mio personaggio. 8½ è un film che mi piace ancora moltissimo. Certo io ho avuto anche il privilegio di diventare amico di Federico. Grazie a questo, ho potuto trasferire sullo schermo piuttosto facilmente anche il Fellini autobiografico di 8½. Anzi con 8½ tutto andò ancora meglio. C’erano i suoi tic, le sue cose, le sue facce. Alzai persino il tono di voce, feci la voce un po’ di testa perc hé lui ce l’ha così mentre la mia è abbastanza grave, e questo gli dà anche un po’ fastidio. Insomma io con lui mi assoggettai al più elementare dei giochi che uno può fare con un amico con cui si trova bene, il gioco dei due che dicono: “Tu sei la guardia e io il ladro, avanti!”. Con il particolare, però, che era Federico a dirigere il gioco, come quando da ragazzino, nel mio quartiere, c’era sempre uno che fungeva da capobanda e noi tutti ci assoggettavamo con piacere al suo ruolo.
Marcello Mastroianni

133b6dd3299fe25c8d24c618c8f8c188446ecba6

MATRIMONIO ALL'ITALIANA

(Italia/1964) di Vittorio De Sica (102’)
Soggetto: dalla pièce Filumena Marturano di Eduardo De Filippo
Sceneggiatura: Renato Castellani, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Tonino Guerra
Fotografia: Roberto Gerardi
Montaggio: Adriana Novelli
Scenografia: Carlo Egidi
Musiche: Armando Trovajoli
Interpreti: Sophia Loren (Filumena Marturano), Marcello Mastroianni (Domenico Soriano), Aldo Puglisi (Alfredo), Tecla Scarano (Rosalia), Generoso Cortini (Michele), Vito Morriconi (Riccardo), Gianni Ridolfi (Umberto), Marilù Tolo (Diana)

LUNEDI 9 dicembre18.00
21.15

MARTEDI 10 dicembre
18.00
21.15


Il divertimento di De Sica come persona era incredibile. Come regista, andava diritto ai sentimenti, preciso, senza nessuna sbavatura, e poi era straordinario nella conduzione dell’attore, del resto lo si vedeva da come riusciva a fare lavorare i bambini. Mi ricordo tutte le storie che si raccontavano sulla sua pazienza con loro, e invece ogni tanto non ce la faceva più e cominciava a urlare “Brutto figlio ’e ’ntrocchia, ti spedisco al correzionale”. E si può anche capire, perché tra la situazione delle due famiglie, il gioco, gli impicci della produzione, era un uomo stanco. Io lo guardavo sempre con ammirazione perché per me più italiano di così non si poteva essere, e quando dico italiano intendo il meglio. Con tutti i suoi difetti, era un personaggio esaltante.
Marcello Mastroianni

a37ae25bf0a7e0347e98ceb42041369e932988fb

PECCATO CHE SIA UNA CANAGLIA

LUNEDI 13 gennaio 2025
18.00
21.15

MARTEDI 14 gennaio 202518.00
21.15


(Italia/1954) di Alessandro Blasetti   (97’)

Soggetto: dal racconto Il fanatico di Alberto Moravia
Sceneggiatura: Suso Cecchi d’Amico, Alessandro Continenza, Ennio Flaiano
Fotografia: Ald Giordani
Montaggio: Mario Serandrei
Scenografia: Mario Chiari
Musiche: Alessandro Cicognini
Interpreti: Marcello Mastroianni (Paolo), Sophia Loren (Lina  Stroppiani), Vittorio De Sica (il padre di Lina), Umberto Melnati (Michele), Margherita Bagni (Elsa), Michael Simone (Totò), Giorgio Sanna (Peppino)

Debbo a Blasetti se sono nato al cinema. Mi vide in teatro, nell’Oreste che aveva messo in scena Visconti, e mi fece interpretare Il lupo, un episodio di Tempi nostri. Poi mi volle a fianco di Sophia Loren in Peccato che sia una canaglia e in La fortuna di essere donna, due film che hanno cominciato a farmi conoscere anche all’estero. I produttori cinematografici, a quel tempo, non giuravano certo per me, e Blasetti invece, con tutta la sua foga, riuscì a convincerli. Dandomi una possibilità che però, nello stesso tempo, arricchì anche con un insegnamento che era frutto della sua stupenda esperienza cinematografica e umana. Quando Peccato che sia una canaglia uscì nei cinema tale fu il successo che nel giro di ventiquattro ore diventai popolarissimo. Però mancò poco che non mi rovinasse la carriera, perché io mi ero talmente calato nei panni del tassinaro gentile e di buon senso che non riuscivo a liberarmene. Dovetti battagliare con i produttori, e anche con me stesso, per ottenere altri ruoli.
Marcello Mastroianni

abdd158400f4b7297f7c672a0de9338d6d67bc92

I SOLITI IGNOTI

LUNEDI 20 gennaio 2025
18.00
21.15
MARTEDI 21 gennaio 2025
18.00
21.15


(Italia/1958) di Mario Monicelli (111’)
Soggetto: Age e Scarpelli
Sceneggiatura: Age e Scarpelli, Suso Cecchi d’Amico, Mario Monicelli
Fotografia: Gianni Di Venanzo
Montaggio: Adriana Novelli
Scenografia: Piero Gherardi
Musiche: Piero Umiliani
Interpreti: Vittorio Gassman (Peppe), Totò (Dante Cruciani), Marcello Mastroianni (Tiberio), Renato Salvatori (Mario Angeletti), Carla Gravina (Nicoletta), Claudia Cardinale (Carmela), Tiberio Murgia (Michele ‘Ferribotte’), Memmo Carotenuto (Cosimo), Rossana Rory (Norma), Carlo Pisacane (Capannelle), Gina Rovere (Teresa)

Agli inizi della mia carriera cinematografica, furono per me molto importanti due registi. Luciano Emmer con Domenica d’agosto, un film che ebbe un gran successo, anche all’estero. E poi Mario Monicelli, che allora lavorava in coppia con Steno. Ho girato tanti film con Monicelli, per esempio I soliti ignoti. Nacque per sfruttare le scenografie delle Notti bianche, che avevo fatto con Visconti e che era costato molto. Poi, in realtà, non girammo mai nel teatro di posa con le scenografie delle Notti bianche. Nei Soliti ignoti scattò la stupefacente invenzione di Gassman attore comico – cosa che non mi sorprese perché io avevo lavorato con Gassman in teatro, conoscevo il suo umorismo, non era così serio e severo come tanta gente poteva immaginare. Fu un film di grande successo.

Marcello Mastroianni

e97add03f5d11483edb705cc6d5f743d536a3d6b
84065866d8e830bb3339990d2ba8226abd39d3c6

Apuania Cineservice srl

Piazza Duomo 14 - 55045 Pietrasanta (LU)

WEBMASTER

Circolo Palomar - Massa (MS) CF91005130454

 

 

 

La fotografia è verità, e il cinema è verità ventiquattro volte al secondo.
(Jean-Luc Godard)

spaziocinemaversilia@gmail.com