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(Jean-Luc Godard)




Sheep in the Box, il film diretto da Hirokazu Kore-eda, si svolge in un futuro prossimo, doveOtone e Kensuke Komoto, una coppia segnata da un lutto devastante per la perdita del figlio, cercano di ricostruire un fragile equilibrio nelle loro vite.
Lei è un’architetta, lui gestisce un’impresa di costruzioni, due condizioni apparentemente solide, spezzate però da un’assenza impossibile da colmare. Nel tentativo di affrontare il dolore, decidono di accogliere in casa un umanoide progettato per essere identico al bambino scomparso. Una soluzione per lenire la perdita che si trasforma molto presto in un’esperienza complessa e ambigua, in cui memoria, affetto e identità si confondono.
La presenza del robot mette alla prova il loro rapporto e li costringe a interrogarsi su cosa significhi davvero essere umani, amare e lasciare andare.
Regia: Hirokazu Kore-Eda
Attori: Haruka Ayase, Kotaro Daigo
Sceneggiatura: Hirokazu Kore-Eda
Musiche: Yûta Bandoh
Produzione: AOI Promotion, Fuji Television Network, Gaga, Toho
Distribuzione: BIM Distribuzione e Lucky Red
Giappone, 2026 - Durata 126 min
Genere: Drammatico, Fantascienza
Titolo originale: Hako no Naka no Hitsuji

Nato nel 1962 a Tokyo, Koreeda Hirokazu si è laureato all’Università di Waseda nel 1987.
Successivamente è entrato a far parte della società TV Man Union, per la quale ha realizzato diversi documentari pluripremiati. Nel 2011 ha fondato la sua società di produzione BUN-BUKU.
Il suo primo lungometraggio, Maborosi – I bagliori dell’anima, tratto dal romanzo di Miyamoto Teru, ha vinto l’Osella d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1995. È però con After Life – Qual’è il tuo ricordo più bello? (1998), distribuito in oltre 30 paesi, che Koreeda Hirokazu raggiunge la fama in ambito internazionale. Nel 2001 Distance viene selezionato come film in concorso al Festival di Cannes. Nel 2004 Yagira Yūya diventa il più giovane vincitore del premio come miglior attore al Festival di Cannes per il suo ruolo in Nessuno lo sa (2004).
Nel 2006 realizza Hana yori mo naho, il suo primo film in costume, incentrato sul tema della vendetta. Nel 2008 gira il dramma familiare Still Walking – Camminando in un giorno d’estate, ispirato alla sua esperienza personale e acclamato a livello internazionale. Nel 2009 Kūki ningyō (Bambola d’aria) viene presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes, dove si distingue per la sua dimensione fiabesca, romantica e sensoriale.
Nel 2011 Kiseki (Miracolo) riceve il premio per la migliore sceneggiatura al Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián. Nel 2012 realizza la sua prima serie televisiva Going My Home.
Father and Son (2013) vince il premio della giuria al Festival di Cannes e riscuote un grande successo internazionale, in particolare a San Sebastián, a Vancouver e a San Paolo. Nel 2015 Little sister viene presentato in concorso a Cannes e riceve diversi importanti riconoscimenti, tra cui quelli per il miglior film e il miglior regista ai Japan Academy Awards, oltre al premio della giuria a San Sebastián.
Nel 2016 Ritratto di famiglia con tempesta viene selezionato nella sezione Un Certain Regard a Cannes. Nel 2017 Il terzo omicidio viene selezionato in concorso ufficiale alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2018 Un affare di famiglia vince la Palma d’oro al Festival di Cannes, il César per il miglior film straniero e una nomination all’Oscar per il miglior film internazionale.
Nel 2019 ha diretto il suo primo film fuori dal Giappone, Le Verità, con Catherine Deneuve e Juliette Binoche, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2022 Le buone stelle - Broker, il suo primo film coreano, ha ricevuto il Premio della Giuria Ecumenica a Cannes, mentre Song Kang-ho ha vinto il premio come miglior attore.
Nel 2023 ha realizzato la serie Netflix Makanai, trasmessa in tutto il mondo. Il suo film L’innocenza ha vinto la Queer Palme a Cannes ed è valso a Sakamoto Yuji il premio per la migliore sceneggiatura.
Più recentemente, nel 2025, ha diretto la serie Netflix Asura, adattamento del dramma di Mukōda Kuniko, per la quale ha ricevuto il premio come miglior regista ai Seoul International Drama Awards.





